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PIAZZA SALANDRA RIABBRACCIA I SUOI LAMPIONI STORICI

COMUNICATO STAMPA Lunedì 7 agosto 2017

PIAZZA SALANDRA RIABBRACCIA I SUOI LAMPIONI STORICI

È terminato l’intervento di restauro eseguito da Daniele Dell’Angelo Custode

Con la predisposizione dei collegamenti elettrici è terminato il restauro degli storici lampioni di piazza Salandra eseguito dal maestro Daniele Dell’Angelo Custode, scultore neretino del metallo e artista di straordinaria bravura. L’eccezionale intervento (che ha avuto il parere preventivo favorevole della Soprintendenza per le belle arti e il paesaggio di Lecce, Brindisi e Taranto) ha consentito di rimuovere il guano dai manufatti, di lavarli con acqua deionizzata, di rimuovere i residui superficiali di vernice e di integrare le parti mancanti. Un lavoro certosino durato un paio di mesi e culminato con la zincatura e la verniciatura a verde grafite e con la successiva riattivazione delle lampade. Gli operatori di Bianco Igiene Ambientale hanno collaborato al montaggio e allo smontaggio dei manufatti.

In quasi settant’anni di vita sui lampioni storici non era mai stato compiuto alcun intervento, tanto che pochi anni fa alcuni pezzi furono dismessi e smontati perché in cattive condizioni statiche e quindi pericolosi per la pubblica incolumità, alimentando un profilo di degrado di piazza Salandra. L’impianto di illuminazione risale agli anni Cinquanta, quando vennero posizionati undici bracci realizzati in lamierino di ferro e ferro battuto e creati da Luigi Cappello su disegno di Virgilio Carotti. I lampioni, che riproducono delle foglie di Acanto spinoso e sono un prezioso particolare di tutte le cartoline e le immagini più belle della piazza nel corso dei decenni, sono tornati finalmente al loro antico splendore. Peraltro, proprio alla vigilia dell’attesa tappa neretina del festival de La Notte della Taranta, che vedrà esibirsi in piazza stasera l’Orchestra popolare.

“Siamo orgogliosi di questo intervento e con noi tutti i neretini - spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Oronzo Capoti - perché dopo 70 anni i lampioni meritavano decisamente di rifarsi il look. È un atto dovuto alla città e alla nostra identità ed è stupefacente che chi ha amministrato prima di noi non abbia avuto la sensibilità di intervenire, nemmeno dopo che tre lampioni qualche anno fa sono stati smontati perché decadenti e pericolosi. I particolari spesso fanno la differenza e oggi la nostra piazza è senza dubbio più bella”.

“Piazza Salandra ha bisogno di questi splendidi manufatti - aggiunge il consigliere comunale Gianluca Fedele - perché sono un profilo identitario di questo luogo. Grazie alla bravura del maestro Dell’Angelo Custode abbiamo sanato una ferita dolorosa del nostro centro storico. Non è stato semplicissimo, anche da un punto di vista burocratico, intervenire con il restauro, ma ne valeva decisamente la pena. Pensiamo di aver aggiunto un piccolo ma indispensabile elemento alla più generale opera di riqualificazione del borgo antico e la cosa più sorprendente di questi giorni è stata la mole incredibile di testimonianze di gratitudine e di gioia per i lampioni recuperati da parte dei neretini”.

                                                                                                                 Ufficio Stampa