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La Masseria fortificata

La Masseria Fortificata

masseria

Premessa

Il termine masseria è riconducibile al latino massa con cui si voleva significare il blocco di cose possedute; nel tempo è servito ad indicare un edificio che sovrintende alla produzione agricola e che è pertanto funzionale ad essa. In base alla distinzione produttiva possiamo avere la masseria di campo tipica dell'agricoltura cerealicola del Tavoliere (prov. di Foggia) o masseria pastorale in relazione all'allevamento di pecore e quindi con recinti all'aperto ( Jazzi ) oppure olivicola e quindi dotata di frantoi. La masseria fortificata è il risultato di una situazione storica ben precisa ossia l'incapacità da parte del potere centrale di garantire la sicurezza del territorio e quindi la necessità da parte del proprietario terriero di sostituirsi nella funzione di vigilanza e difesa della campagna. Dall'VIII secolo si susseguono saccheggi ed incursioni sia della pirateria che di bande armate; con la caduta dell'impero bizantino la situazione diventa ancor più critica e l'espansionismo dell'Impero Turco accresce le situazioni di pericolo. Le campagne sono luoghi insicuri dove l'imperversare di malfattori o le scorribande di gruppi armati destabilizzano le attività produttive e insidiano i beni mettendo a repentaglio l'incolumità fisica di chi è costretto a vivere lontano dai centri cittadini fortificati.

L'elemento predominante che identificava la Masseria fortificata era la torre generalmente a pianta quadrata, cava all'interno e su due livelli. In genere posizionata lungo il perimetro murato; elementi aggiuntivi le torrette casamattate in sporto e poggianti su mensoloni solitamente poste agli angoli degli edifici per tenere sotto tiro due lati. Al piano terra sono ubicati gli ambienti per la produzione, stalle e servizi generali; al piano superiore la residenza del massaro o proprietario. Lo spazio esterno dove si svolge parte del lavoro è la corte ovvero l'aia lastricata con basolato (chianca). Intorno alla corte ruotavano tutti gli ambienti di servizio: posta al centro della masseria era delimitata da una serie di costruzioni adibite ad abitazione, stalle per animali da lavoro o allevamento, fienili e locali per conservare e lavorare le produzioni agricole. Frequente la presenza di una cappella solitamente staccata dalla torre o dall'edificio residenziale fortificato e posta lungo il perimetro. La torre era fondamentale sia per la sorveglianza del territorio che per la difesa in quanto in caso di attacco ci si poteva sempre rifugiare al piano superiore accessibile da una botola per mezzo di una scala in legno retraibile in modo da isolarsi se gli assalitori fossero penetrati all'interno del perimetro della masseria. Fu nei secoli XVI e XVII che si cominciò a munire di fortificazioni le strutture rurali soprattutto se ubicate in prossimità della costa dove per secoli e particolarmente nel Salento, hanno imperversato pirati e corsari. Tuttavia il pericolo poteva arrivare anche dall'entroterra basti pensare a briganti e ladri di bestiame.

( Scheda curata dal Dr. Giuliano Rizzo – Ufficio U.R.P. Comune di Nardò )