Descrizione
La sesta edizione del Festival Crocevia per lo Ionio, in programma il 27, 28 e 29 agosto in piazza Battisti, prosegue domani, giovedì 28 agosto, con un triplo appuntamento.
Alle ore 20:30 sarà protagonista il poeta neretino Marco Alemanno con Lo splendore di tutto, un concerto poetico, un incontro dedicato alla poesia di autrici e autori che, nei secoli, hanno saputo raccontare e cantare il loro rapporto speciale con la natura circostante. Un’occasione per scoprire quali profondità possono nascondersi anche in un solo verso. Ogni intervento sarà accompagnato da intermezzi musicali. Un’esperienza di ascolto partecipe, un viaggio emotivo nel tempo. Un invito a un incontro diretto quindi con il misterioso fascino, antico e musicale, che da sempre la parola poetica conserva in sé.
Alle 21:15 l'esibizione di danza di Versi in movimento con L'Ecole de Danse di Ninfa Fersini, ispirata dal film Il Postino.
Alle 21:30 appuntamento con Franco Arminio. Un incontro dedicato alla poesia di autrici e autori che, nei secoli, hanno saputo raccontare e cantare il loro rapporto speciale con la natura circostante. Un'occasione per scoprire quali profondità possono nascondersi anche in un solo verso. Un’esperienza di ascolto partecipe, che cerca di accompagnare i presenti in un viaggio emotivo nel tempo. Un invito a un incontro diretto quindi con il misterioso fascino, antico e musicale, che da sempre la parola poetica conserva in sé. Il poeta paesologo con La cura dello sguardo mette in scena un’opera teatrale che pone al centro la comunicazione, la condivisione e la vicinanza umana. L’espressione, resa popolare da Franco Arminio, si riferisce alla capacità della parola poetica di creare legami e dare coraggio, esplorando temi come la guarigione, la fragilità e la comunità. Percorrendo l’Italia palmo a palmo, nella sua paziente auscultazione del mondo, Arminio ha registrato ovunque la crisi della dimensione comunitaria. Il poeta ci offre le sue parole come fiaccole per illuminare il presente e ci porta la sua testimonianza, tra visioni e orazioni civili, che pongono domande e chiedono risposte con vibrante ostinazione. La lingua poetica si fa strumento di conoscenza, alla ricerca di una comunicazione, di un senso condiviso, di quella intima vicinanza della quale abbiamo tutti più che mai bisogno. Il tema centrale è quello dello sguardo. Gli sguardi che riceviamo, specialmente da bambini, ci possono ammalare, ma ci possono anche guarire: non a caso un libro di Arminio si intitola La cura dello sguardo. Attraverso letture in versi e in prosa, attraverso testimonianze e racconti spesso divertenti, Arminio disegna un’insolita geografia dei nostri mali, a cominciare dalla solitudine, ma nello stesso tempo propone la cura attraverso una riattivazione dello sguardo verso il mondo esterno e verso una nuova dimensione comunitaria, una comunità che tiene insieme i vivi e i morti, la dimensione sociale e quella naturale, la corda lirica e quella civile, l'attenzione al visibile e all’invisibile. Un incontro che in un certo senso ha a che fare più col sacro che con la cultura, nel solco di una poetica che Arminio ha definito in uno dei suoi ultimi libri, Sacro minore. Il suo non è propriamente un reading, anche se legge versi da molte sue opere. Non è uno spettacolo teatrale, non è un dialogo coi lettori, ma un po’ tutte queste cose intrecciate assieme. La sua si potrebbe definire “una cerimonia lieta e pensosa”: Si tratta di momenti in cui il pubblico e il luogo sono assai importanti: ogni evento è unico e irripetibile.
L'evento è organizzato dall’Associazione Sogni di Carta insieme al Presidio del libro di Nardò e alla Libreria Fiore 1980 – Mondadori Point Nardò. Il Festival è promosso dal Consiglio Regionale della Puglia e patrocinato dall’assessorato a Cultura e Istruzione guidato da Giulia Puglia.