Descrizione
Da ieri sera è a disposizione della città il Giardino di via XX Settembre, lo spazio – completamente riqualificato – dove sino a qualche mese fa c’era il vecchio “primo nucleo”. Chi entra a Nardò dalla statale 101 trova adesso un’area completamente rigenerata con una porzione a parco urbano e una a parcheggio. Ad eseguire i lavori la ditta Tecnomec Engineering s.r.l. di Grumo Appula (Bari) che ha completato così la parte migliorativa dell’offerta sulla gara d’appalto che riguardava la costruzione del nuovo immobile scolastico di piazza Pastore, realizzato grazie ad un finanziamento da 8,4 milioni di fondi PNRR.
L’area a parco ospita alberi, camminamenti e panchine, mentre quella a parcheggio ha 100 stalli per auto (di cui otto per mezzi di persone con disabilità) e 30 per ciclomotori. Sono tutti senza disco orario e gratuiti. È stato realizzato un sistema di pavimentazione drenante per assorbire l’acqua piovana e di inerbimento degli stalli al fine di ridurre l’inquinamento derivante dagli sgoccioli (d’olio) delle automobili e di attutire l’effetto “isola di calore”. Tutta l’area è illuminata e protetta da un sistema di videosorveglianza. Sono stati previsti due ingressi da via B. Acquaviva e uno da via Principi di Savoia, mentre quello pedonale è da via XX Settembre. In un angolo è stato preservato il segmento del muro di recinzione della scuola sul quale qualche anno fa è stato realizzato dal compianto Cristian Calignano un piccolo murale ispirato a Charlie Chaplin.
Ad impreziosire l’intervento Il divenire. Il muro continuo della storia di Nardò, un bellissimo murale che “racconta” la storia della città. È stato realizzato sulla parete che fa da sfondo al Giardino e rappresenta un percorso visivo di 85 metri capace di raccontare il passato della città dalle origini preistoriche fino all’età contemporanea. L'opera accompagna cittadini e visitatori alla scoperta delle principali testimonianze storiche e monumentali che hanno segnato l'evoluzione del territorio neretino. 24 pannelli in acciaio Corten, installati secondo un criterio cronologico e narrativo, raffigurano monumenti, siti archeologici, elementi architettonici o simboli rappresentativi delle diverse epoche storiche di Nardò. Si va dal parco di Porto Selvaggio alle chiese del centro storico, dalla fontana del Toro a quella di piazza Diaz, dal lungomare all’Osanna, dalla statua del Toro sulla rotatoria all’ingresso della città al nuovo palazzetto dello sport, un modo per percorrere la storia, ma anche il presente e il futuro della città. La scelta dell’acciaio Corten richiama i colori della pietra e della terra salentina, mentre la retroilluminazione (con led ad alta efficienza energetica) conferisce all’opera una forte presenza scenografica nelle ore serali, trasformando il muro di recinzione in un elemento di valorizzazione paesaggistica e culturale.
Questo nuovo spazio urbano è stato intitolato ad Antonio Vaglio, medico veterinario, per tre volte sindaco di Nardò, figura amatissima dai neretini, scomparso a gennaio del 2025. Vaglio ha ricoperto la carica di primo cittadino tra il 1994 e il 1998 e tra il 2002 e il 2010, segnando una lunga fase politica e amministrativa della città. Alla cerimonia, ieri sera, hanno preso parte i familiari e amici di Antonio Vaglio, oltre al sindaco Pippi Mellone, alla vicesindaca Maria Grazia Sodero e a tanti altri amministratori.
“Questa è un’opera di rigenerazione per l’intera area intorno a via XX Settembre – ha detto il sindaco Pippi Mellone – uno spazio relax con tanto verde e 100 parcheggi a servizio soprattutto delle attività commerciali e a 300 metri dal centro storico. Continuiamo a scrivere la storia con uno spazio nuovo e bellissimo della città, impreziosito da un meraviglioso murale in Corten che racconta la storia di Nardò e che ci proietta al futuro, come dimostra la “silhouette” dedicata al costruendo palazzetto di via Cuoco, la ciliegina sulla torta di questi dieci anni di amministrazione. Un’opera pubblica che valorizza il patrimonio storico, architettonico, naturalistico, che rafforza la nostra identità, che rigenera uno spazio, che è utile a tutti. Ci è sembrato doveroso dedicarla ad Antonio Vaglio, un politico, un amministratore e una persona che ha dato tanto al territorio e alla comunità neretina e al quale siamo tutti un po’ legati”.