“Animali di luce”, a San Trifone la mostra di Tarshito

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La relazione tra l’essere umano, il mondo animale e la dimensione del sacro è al centro della mostra

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04 Agosto 2026

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La relazione tra l’essere umano, il mondo animale e la dimensione del sacro è al centro della mostra Animali di luce – creature sacre tra terra e cielo, personale di Tarshito che sarà inaugurata stasera alle ore 20 nella Chiesa di San Trifone. L’esposizione, a cura di Davide Miceli, presenta una selezione di dipinti e una scultura realizzati da Tarshito insieme ad artisti italiani e stranieri provenienti dalla Cambogia e dal Giappone. Bufali, rinoceronti, elefanti, tigri, orsi, salamandre, antilopi, cammelli e leopardi diventano custodi di giardini, templi, alberi e città, trasformandosi in simboli universali del dialogo tra uomo, natura e spiritualità. La mostra rientra nel progetto Tarshito e il Sacro, iniziato nel 2025 con le esposizioni Mare Sacro a Galatina, Oro come luce divina a Melendugno e Una Nuova Umanità a Nardò, e proseguito quest'anno con Arbores Sacrae – L'immanenza della natura. Con Animali di Luce il percorso si completa con una riflessione sul ruolo simbolico dell’animale nelle diverse culture del mondo, inteso come presenza capace di unire terra e cielo, materia e spirito.

L’inaugurazione sarà accompagnata da una performance di Taiko, i tradizionali tamburi giapponesi, eseguita da Alessio Màttera e Rosa Illuzzi della Scuola Aikidaiko. La forza del ritmo e del gesto dialogherà con le opere esposte, trasformando l'apertura della mostra in un’esperienza che unisce arte visiva, suono e spiritualità.

La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 3 settembre.

Tarshito, pseudonimo di Nicola Strippoli (Corato, 1952), si laurea in Architettura a Firenze nel 1979 con Gianni Pettena. Nello stesso anno riceve da Osho il nome spirituale Swami Deva Tarshito, che in sanscrito significa “ricercatore della propria divinità” o “colui che cerca la luce”. Da oltre quarant’anni intreccia arte e viaggio, collaborando con artisti e artigiani di numerosi Paesi, tra cui India, Nepal, Cina, Giappone, Cambogia e Mongolia. La sua ricerca, sviluppata attraverso pittura, scultura e grandi opere collettive, affronta i temi del sacro, del dialogo interculturale e della costruzione di una Nuova Umanità, fondata sui valori di fraternità, pace e rispetto per ogni forma di vita. Negli ultimi anni ha esposto in Italia e all’estero in musei, biennali e istituzioni culturali.

 

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