Descrizione
Besa. A code of honor – Gli albanesi che salvarono gli ebrei è il titolo della mostra fotografica ospitata dal Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno dal 1° luglio al 31 ottobre. La mostra presenta fotografie del fotografo americano Norman Gershman che ritraggono albanesi musulmani che salvarono ebrei durante l’Olocausto.
Durante l’occupazione tedesca dell’Albania nella Seconda Guerra Mondiale, quasi tutti gli ebrei presenti entro i confini del paese – sia ebrei albanesi sia rifugiati provenienti da altri paesi europei – furono salvati. Molte famiglie albanesi nascosero ebrei nelle proprie case o li aiutarono a ottenere documenti falsi, rifiutandosi di ottemperare agli ordini nazisti di consegnarli. Questa straordinaria solidarietà affondava le radici nella Besa, un tradizionale codice d’onore albanese che significa “mantenere una promessa”. Secondo questo principio, proteggere la vita di un ospite o di chi si trova in pericolo è un dovere sacro. Per molti albanesi, aiutare gli ebrei era quindi non solo un atto di coraggio, ma una questione d’onore. Attraverso ritratti e storie personali, la mostra mette in luce questa straordinaria storia di coraggio morale e solidarietà interreligiosa. Invita inoltre a riflettere sull’importanza della tolleranza, della responsabilità e della protezione reciproca nel mondo di oggi.
L’inaugurazione della mostra è in programma domani, mercoledì 1° luglio alle ore 20:30. Interverranno il consigliere delegato alla Cultura e ai Musei Francesco Plantera, il referente delle attività culturali del museo Gary Feingold e l’editore di Besa-Muci Livio Muci. Il taglio del nastro avverrà alla presenza di Noa Duizend, ebrea, e Selma Boulmalf, musulmana, che hanno svolto un lavoro pioneristico con i giovani nei Paesi Bassi nell’ambito del dialogo ebraico-musulmano dopo il 7 ottobre. Nel corso della serata sarà presentato anche un breve duetto del coreografo Feri de Geus, interpretato da Fjolla Ibrahimi, danzatrice contemporanea italiana di origini albanesi, e da Liah Frank, danzatrice con sede ad Amsterdam e di origine ebraica. La serata includerà una breve conversazione sui temi della solidarietà, del dialogo interreligioso e della rilevanza di queste storie oggi. Durante l’inaugurazione e per tutta la durata della mostra verrà proiettato il documentario sulla realizzazione della mostra Besa.
Informazioni al numero di telefono 334 3000933 o all’indirizzo di posta elettronica info@museomemoriaeaccoglienza.com.